La famiglia è dove sei accettato per quello che sei, una comunità dove ci sono le persone con cui stai meglio. Ma non chiunque. Dice un ragazzo seduto accanto a noi.

Siamo al Refuge LGBT, la casa famiglia della Croce Rossa di Roma e del Gay Center che accoglie ragazzi e ragazze discriminati dalle loro famiglie per l’orientamento sessuale o l’identità di genere. Andiamo a trovarli una sera prima di Natale perché in questa casa che sa di accoglienza si prepara l’albero per le Feste. La musica dal cellulare di una ragazza arrivata poco più di un mese fa è natalizia, si decide cosa ascoltare, c’è chi vuole Mariah Carey. Si addobba l’albero con un po’ di confusione, quella che nasconde l’emozione e la tensione di prepararsi a vivere una Festa che richiama immediatamente l’idea di essere fuori dalla propria famiglia.

CRI Roma - Refuge LGBT - Natale 2018

C’è chi non ama il Natale. A. è una ragazza omosessuale che parla di sé al maschile, un 24 dicembre si è trovato fuori casa e a vivere per strada. Ora ha un amore. Ed entrambi sono state accolte al Refuge dopo aver vissuto mille difficoltà. La strada, ricoveri di fortuna da cui sono fuggite per paura di violenze, situazioni familiari molto complicate. Poi c’è anche chi come G., un ragazzo appena maggiorenne, per Natale tornerà dalla madre. Ha recuperato un rapporto di rifiuto, ora sembra che il peggio sia passato. Si deve solo decidere se per Natale cucinare insieme, lui e la madre, o andare a mangiare al ristorante. Il Refuge mi ha dato serenità, mi sono sentito valorizzato per quello che sono, ci dice. Mia madre ha avuto paura di perdermi.

Poi ci sono F. e G., anche loro stanno per lasciare il Refuge dopo circa un anno. Inizieranno il servizio civile e stanno cercando casa. Le storie di questi ragazzi si intrecciano tra di loro, come i sogni e i progetti. Si va a scuola, si fanno corsi di formazione, si cerca un lavoro, si cerca di ritrovare un po’ di serenità, si cerca di sentirsi in famiglia. Ma quello che colpisce di più sono gli sguardi a volte smarriti, di chi ha subito un rifiuto, di chi ha conosciuto senza averne alcuna colpa la violenza, l’isolamento e la marginalità. Ci si fanno le foto, anche se i volti non si mostrano, se non negli scatti che rimangono privati. Ed è un peccato non poter mostrare quella gioventù che ha voglia di sorridere e di capire perché la famiglia, quella di appartenenza naturale, sia in alcuni casi, definitivamente persa.

Il Natale si vivrà insieme, con gli Operatori che sono un po’ gli angeli custodi di queste vite comuni e il calore che può dare una famiglia fatta di giovani dai capelli colorati, dagli occhi belli e dai sogni di cui è fatto l’amore. Quell’amore che è ormai parte, anche, della vita quotidiana di tutti noi della Croce Rossa di Roma per i Ragazzi e le Ragazze del Refuge LGBT.  Buon Natale a Voi Ragazzi da tutti Noi!

 


A cura dell’Ufficio Stampa della Croce Rossa di Roma

Testo di Alessandra Filograno
Foto di Gianfabio Lupo