A Roma si vive per per strada e “i topi mangiano la Luna“.

Si potrebbe chiudere qui il racconto di una sera passata tra chi vive senza una casa nella Capitale. Una sera che si chiude quando si fa notte, ma che in realtà apre più di una porta di quelle dimore che non le hanno, i marciapiedi, i sottovia vicino alle stazioni dei treni, le piazze e i giardini di una Roma che vive anche lei l’eclissi. “La Luna sembra un formaggio rotondo” e noi guidati dai bambini sgomberati con le loro famiglie dall’ex Fiera di Roma qualche giorno prima e ora accampati per strada non la troviamo. “L’ha mangiata il topo” dice la bambina che a piedi nudi sorride e cerca la Luna senza trovarla nella notte dell’eclissi.

La strada non fa differenze di nazionalità, ci sono gli italiani, gli africani, gli arabi, i bosniaci, i rom, un mondo che non guarda a chi viene prima, dove tutti sembrano essere indistintamente ultimi. I Volontari della Croce Rossa di Roma, di vari Comitati da Ardea, Sabatino, Eur e Roma Capitale distribuiscono pasti caldi e kit igienici. Ma il loro ruolo primario è il contatto, la conoscenza del territorio, la relazione di aiuto e di sostegno. Di giorno si lavora e la sera si indossa l’uniforme per uscire e incontrare chi vive per strada. Si cerca di capire i bisogni, si portano prime cure sanitarie, vestiti, pannolini. Sì perché la Roma della strada in questa estate dell’eclissi è anche la Roma dei bambini per strada, è l’estate degli insediamenti rom sgomberati, di una città che cerca di trovare una via per superare i campi rom e nel frattempo è la via che trova molti rom e molti bambini. Sono sette da 1 a 3 anni, quattro da 5 a 6 anni, nove da 6 a 15 anni e diciannove adulti.

Si sbracciano quando vedono arrivare i mezzi della Croce Rossa. Hanno molte richieste, serve tutto. Ma soprattutto serve che le famiglie non vengano separate per essere accolte nei centri messi a disposizione dopo gli sgomberi. Il senso della famiglia è il senso di appartenenza prima ancora che il legame. I figli sono quei bambini che vanno a scuola – ci dice la madre – e lei non vede l’ora che tornino a casa. Probabilmente nella Roma dell’estate con le finestre delle case che pian piano si chiudono per le vacanze si potrebbe guardare la Luna. Ma se non la trovi la devi immaginare e renderla finalmente possibile.

Testo e foto a cura dell’Ufficio Stampa della Croce Rossa di Roma
[Alessandra Filograno e Gianfabio Lupo]

 

Alla ricerca della luna. Breve racconto del SASFID dei Volontari della Croce Rossa di Roma. [GALLERY FOTO]